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18 Anni di Alpi Acque S.p.A.

Alpi Acque è quasi maggiorenne; fu costituita il 18 settembre 1998. Per celebrare questa ricorrenza fondamentale per il territorio e per l’assetto dei servizi, nel 2016 verranno organizzati eventi che illustreranno contenuti e peculiarità dell’esperienza, a partire da un convegno con la partecipazione di esperti del settore. La costituzione di Alpi Acque è frutto di una scelta che ha origine nel 1996. Nella gestione del Ciclo idrico integrato Fossano aveva già sperimentato la formula pubblica (in economia diretta) fino alla fine degli anni Ottanta, poi la gestione privata, ma entrambi i modelli avevano lasciato emergere criticità. Così, con il compianto Sindaco Beppe Manfredi e l’allora assessore Francesco Balocco, si lavorò alla ricerca di una governance più efficace valutando anche l’ipotesi di una gestione sovracomunale del servizio, ampliandolo ai Comuni limitrofi. Si optò per una società mista a maggioranza pubblica; il fatto che il partner privato allora aggiudicatario (CREA Spa) fosse il concessionario del servizio in diverse realtà, fra le quali Savigliano, favorì la sottoscrizione di accordi di coordinamento fra i Comuni. Alpi Acque divenne operativa (con affidamento sino al 2024) con la gestione dei servizi idrici nei Comuni di Fossano e Cervere dal 1° gennaio 1999; fra il 2000 ed il 2003 estese la propria attività ad altri Comuni tra i quali Savigliano e Saluzzo. Fin da subito la Società fu mossa dall’obiettivo di fornire un servizio di livello, mantenendo un buon equilibrio economico-patrimoniale. Confidando nel lungo periodo entro cui realizzare opere ed ammortizzarle in tariffa, già ben prima che l’ATO 4 Cuneese confermasse l’affidamento dei servizi idrici alla Società fino al 2017, Alpi Acque investì, nei cinque anni successivi alla fondazione, oltre 5 milioni di euro. L’affidamento da parte dell’Ato di tutti i servizi, per tutti i Comuni, sino al 2017, diede ulteriore impulso agli investimenti, costituendo una scadenza assolutamente mai messa in discussione da nessuna norma né nazionale, né tanto meno europea. Nel 2005, l’ingresso del Gruppo EGEA nella compagine societaria (in sostituzione di CREA) potenziò la vocazione territoriale di Alpi Acque, complice la vicinanza della sede centrale di EGEA (Alba) e la sua pluriennale collaborazione con partner pubblici: nuovi Comuni entrarono a far parte di Alpi Acque, fra i quali Racconigi, e crebbero i servizi erogati fino a raggiungere la configurazione attuale di 25 Comuni e circa 110.000 abitanti serviti. Nel 2006 Alpi Acque ottenne a livello di Ambito il riconoscimento di gestore, unitamente a Tecnoedil ed Alse. La deliberazione fissò il termine della concessione del servizio al 31 luglio 2017 anticipando (fatto oggi da valutare alla luce delle nuove evoluzioni normative) la scadenza naturale dei contratti, in precedenza fissata al 2024; soprattutto la deliberazione introdusse un fattore di novità che favorì, primo caso in Piemonte, l’aggregazione.

Alpi Acque continuò a perseguire la scelta di garantire un corretto equilibrio fra indebitamento e realizzazione di interventi, al fine di mantenere una tariffa adeguatamente non elevata: il potenziamento del patrimonio infrastrutturale avuto in gestione ha consentito efficienza operativa, ottimizzazione dei processi e qualità. Guardando a questi obiettivi sono stati orientati gli investimenti, solo parzialmente intaccati dal quadro di incertezza che si è configurato a partire dalla fine del 2013. Nel contempo è stata più volte evidenziata, anche con atti formali, l’esigenza di una riperequazione della scadenza delle concessioni per completare il primo stralcio di investimenti. Non è da trascurare che AEEGSI sta valutando le linee e gli obiettivi strategici per dare stabilità al sistema e favorire gli investimenti in un quadro non ancora definito composto da soggetti con diversa natura giuridica e non avendo ancora individuato le soluzioni più efficaci da promuovere.

LA POLITICA DEGLI INVESTIMENTI E LE TARIFFE
L’efficienza del servizio erogato non è stata scalfita né dall’evoluzione normativa post-referendum, né dalla regimazione delle tariffe introdotta dall’AEEG, anzi. Nel 2012-13 il piano tariffario di  Alpi Acque fu il primo e il solo ad essere approvato dall’Autorità per l’Energia ed il Gas e i Servizi Idrici a livello di ATO 4 Cuneese. Fu un’iniezione di fiducia, ulteriore impulso alla crescita della Società insieme agli ottimi indicatori economici e patrimoniali e ai giudizi positivi pubblicati in studi della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e delle Camere di Commercio; riscontri da rapportare a una valutazione “industriale” ma anche, e soprattutto, alla capacità di proseguire in una politica di investimenti e regimazione tariffaria (nel territorio di Alpi Acque tutti gli utenti pagano la stessa tariffa, a differenza di quanto avviene altrove, dove altri gestori, anche pubblici, non hanno saputo o voluto uniformare la tariffa sul territorio gestito). Dopo gli oltre 5 milioni di euro investiti nei primi 5 anni di attività, Alpi Acque ha effettuato, fra il 2007 ed il 2015, ulteriori investimenti per circa 13,8 milioni come mostra il grafico seguente, in cui sono riportati sia gli investimenti, sia le rate pagate annualmente a rimborso dei mutui per gli investimenti pubblici eseguiti direttamente dagli Enti. La somma annuale dedicata a investimenti e mutui per investimenti di terzi è quindi mediamente superiore ai 3 milioni di euro, quindi circa 30 Euro/abitante.anno.

In meno di 18 anni Alpi Acque ha investito, oltre al rimborso mutui, quasi 19 milioni di euro in infrastrutture per il servizio idrico, due dei quali nel 2015. Nonostante il rallentamento degli investimenti per il 2016 e 2017 (dovuto all’incertezza che deriva dalla mancata scelta di dare o meno un futuro oltre l’ipotetica scadenza ATO del 2017) nel 2015 Alpi Acque eseguirà comunque oltre il 50% degli investimenti previsti. In questo quadro di assoluta incertezza altri gestori non supereranno il 10%: questa circostanza purtroppo potrà avere ripercussioni su un indotto già in crisi, quello delle aziende edili e di montaggio impiantistico del territorio di Alpi Acque. Un altro aspetto da sottolineare è che gli investimenti realizzati da Alpi Acque sono stati effettuati grazie a garanzie verso gli istituti di credito prestate unicamente dal socio industriale (EGEA Spa), senza mai chiedere né denaro, né garanzie ai soci pubblici. Inoltre, sono quasi nulli i contributi pubblici di cui Alpi Acque ha goduto da Stato e Regione, a differenza di somme cospicue destinate (senza coordinamento dell’ATO 4) in altri territori e a gestori interamente pubblici. Ma nel contesto attuale, in cui è impensabile ipotizzare di far ricorso alla finanza pubblica, si salveranno quelle aziende partecipate che hanno la forza di camminare con le proprie gambe: l’evidenza dei fatti e gli studi condotti portano in tale direzione. Il dossier sulle partecipate realizzate da CarloCottarelli, commissario alla spending review, colloca Alpi Acque come prima partecipata della Provincia di Cuneo per efficienza e risultati ottenuti e una delle prime in Piemonte: questa è la vera forza di Alpi Acque, ovvero una solidità propria, frutto della condivisione e della collaborazione fra pubblico e privato.

LA GESTIONE PATRIMONIALE E LA CRESCITA DELL’AZIENDA
Alpi Acque alla costituzione (1998) aveva una dotazione patrimoniale di circa 775.000 Euro; il bilancio chiuso il 31.12.2014 evidenzia un patrimonio di oltre 4.500.000 Euro, che potrebbe crescere a oltre 5.000.000 a fine 2015 (nelle riserve vincolati a nuovi investimenti non ricadenti in tariffa circa 1,1 milioni di euro). L’unica distribuzione di utili verso i soci è stata effettuata sul bilancio 2011, distribuendo una somma complessiva di 800.000 euro, frutto di attività industriali che nei primi anni di attività la società ha svolto in economia diretta (gestioni di depuratori, attività edile…): era logico dare una ripartizione di tipo “industriale” prima dell’applicazione degli indicatori previsti dalla normativa in materia di investimenti e tariffe applicate, come voluto dall’AEEGSI. A dimostrazione del convincimento insito in tutti i soci circa la necessità di patrimonializzazione di Alpi Acque, in quell’anno si è provveduto all’aumento di capitale da 702.000 a 1.702.000 Euro. Alpi Acque fornisce servizi percepiti positivamente sia dall’utenza sia dai Comuni soci e serviti. L’applicazione (dal 2002) di un’apposita Carta dei servizi, negli anni adeguata e migliorata, nonché la certificazione ISO 9001 ottenuta dal 2006, sono indicatori importanti. E’ altresì estremamente importante il contatto con il cittadino, grazie a tre sportelli adibiti al servizio all’utenza nelle città di Fossano, Saluzzo e Savigliano, con la disponibilità più volte applicata di aperture temporanee di “sportelli utenza” anche presso altri Comuni in concomitanza di fatti straordinari, quali nuovi criteri tariffari o attivazione di nuovi servizi. Oltre che con progetti innovativi già applicati, Alpi Acque si è distinta per studi condotti sul trattamento delle acque in collaborazione con il Politecnico di Torino e con l’Università di Trento. La crescita dimensionale della società si è riflessa anche sull’incremento del numero dei dipendenti, oggi oltre 50, inquadrati nel contratto di categoria (Federgasacqua) senza esternalizzazione verso strutture professionalmente meno adeguate o che applicano contratti non coerenti con il settore. La struttura tecnica ha dimostrato possibilità di rinnovarsi, anche attraverso la formazione di nuove risorse. In Alpi Acque sono annualmente ospitati da 2 a 4 stagisti del Politecnico di Torino, i quali perfezionano il loro percorso di studi avviandosi alla professione che, alcuni, oggi svolgono in aziende del Gruppo. In parallelo, negli ultimi anni Alpi Acque ha garantito un nuovo percorso professionale anche ad ultracinquantenni che avevano perso il posto di lavoro a causa della crisi che ha toccato anche la Provincia Granda.

IL FUTURO
Le recenti valutazioni connesse all’evoluzione normativa, tutta da verificare in termini di corretta ed adeguata applicazione, parrebbero indicare che potrebbe terminare (al 2017 o al 2024) il percorso di Alpi Acque, ovvero quello di un’attenta crescita effettuata con coerenza nel rispetto della risorsa acqua (sicuramente pubblica) e nella gestione equilibrata di un servizio al pubblico così complesso come la distribuzione dell’acqua, la gestione delle fognature e la restituzione all’ambiente della risorsa depurata e valorizzata. I soci di Alpi Acque, pubblici e privati, credono di poter dimostrare tutto questo con fatti tangibili in termini di entità degli investimenti, di tariffe fra le più basse della provincia, di salvaguardia del patrimonio di opere, di garanzia dei servizi resi, di attenzione all’utenza e sostegno all’occupazione. La prima puntata di Alpi Acque si è espressa in 20 anni... quindi cominciano i secondi 20 anni del progetto nato nel 1996.